Il restyling contemporaneo di un casale provenzale

Linee pulite e prospettive contemporanee: l’architetto Pierre-Olivier Brèche ha saputo restituire alla perfezione l’atmosfera di un autentico casale provenzale. Serenità e luminosità sono le parole chiave di questa sapiente ristrutturazione.

A capo dell’eccezionale ristrutturazione di questo casale, situato nei pressi del borgo di Saint-Rémy-de-Provence, c’era l’architetto Pierre-Olivier Brèche (agenzia POBA), che ha sapientemente rimodellato le sue stanze piccole, anguste e buie, con la loro limitata circolazione. “L’edificio non aveva subito molte modifiche, quindi sono riuscito a preservarne l’autenticità, ma l’ho aperto il più possibile, creando ampi spazi contemporanei”. Tutti i lavori sono stati eseguiti da artigiani locali, tra cui l’azienda Panzolato, a testimonianza della loro conoscenza e delle loro tecniche ancestrali. Per la scelta dei colori, degli arredi e dell’illuminazione, i proprietari hanno optato per calde combinazioni di texture grezze e delicate. “Ci piace mescolare colori naturali con tonalità più chiare, combinando elementi antichi con pezzi più contemporanei; si creano forti contrasti”, spiegano i coniugi.

L’ampio soggiorno esposto a sud-ovest combina due divani, “Altopiano” di Vibieffe e “Met” di Cassina; cuscini di La Redoute Intérieurs, Caravane e Monoprix; plaid di Kristina Dam Studio; lampadario “Grand Siècle” di Alberto Nason, Axis71; lampada “Pipistrello” di Gae Aulenti; tavolini “Curve” M e L di LindDna e “Vitour” di Alinea. Al piano terra, una splendida suite si trova accanto a uno studio, mentre nella zona giorno a pianta aperta, la spaziosa cucina, la sala da pranzo e i due salotti si fondono armoniosamente. In tutta la casa, le pareti imbiancate a calce e i pavimenti in pietra evocano un’atmosfera quasi monastica. Questo minimalismo ricercato si dispiega in un approccio altamente sensoriale, in perfetto equilibrio tra serenità e luce.

In tutta la casa colonica, il “codice” pietra-acciaio-legno ha prevalso, sia per la struttura che per gli arredi e le decorazioni interne.

L’edificio è stato sopraelevato per dare agli ambienti abitativi del piano terra un’altezza del soffitto più confortevole e per creare tre camere da letto e due bagni al piano superiore.

Situata al piano giardino, la camera per gli ospiti alterna pareti in pietra a nuove pareti divisorie, con strette aperture a fessura che forniscono luce indiretta al bagno nascosto sul retro.

Il bagno padronale combina Corian, marmo e legno per creare un look più contemporaneo che si integra perfettamente con il resto del casale.

All’esterno, il tavolo è riparato da una splendida pergola in acciaio e canne, completata da un rigoglioso glicine.

Grazie alla passione di artigiani esperti, questo restauro è stato possibile in un solo anno. La lunga facciata del casale, intonacata con un impasto di calce, sabbia e ghiaia lavata, si estende offrendo terrazze a diversi livelli e muri in pietra che guidano il flusso dei movimenti. Le aree verdi, invece, creano atmosfere diverse a seconda dell’umore e del momento della giornata.

Intriso di storia, il sito, testimone di un’anima provenzale, ha conservato tutte le sue caratteristiche tradizionali e il suo carattere meridionale, disseminati qua e là di elementi decisamente contemporanei.

Nel cuore delle Alpilles, su una superficie di quasi due ettari, il parco (progettato da Stéphane Conti) ospita cipressi e fichi secolari, oltre a gruppi di specie autoctone. Una sorta di paradiso vegetale.

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